L’upgrade da OpenAds 2.0 all’ultima versione di OpenX (al momento la 2.8) dovrebbe avvenire in modo facile, semplice e veloce, ma per me non è stato proprio così.
Durante l’installazione delle prime versioni di OpenX non erano pochi gli utenti che incontravano sul loro cammino una malefica pagina bianca durante le operazioni di installazione.
Da OpenX 2.7 in poi, però, il demone contro cui molti devono misurarsi è costituito dal seguente errore:
Menu System Error: ::10 Not Found For The Current User
Ottimizzare la performance di Apache e la velocità di caricamento delle pagine di un sito web è facile e veloce grazie alla compressione dei file.
Perché attivare la compressione
Al giorno d’oggi le pagine servite dai siti web sono sempre più pesanti, per non parlare del carico di elementi esterni che si portano dietro tra css, javascript, immagini e compagnia bella. Attivando la compressione gzip è possibile ridurre notevolmente la dimensione degli elementi inviati da Apache al browser, così da ottimizzare i tempi di caricamento della pagina per utente e server. Continua a leggere »
Ho sempre trovato affascinante il Segway, ma anche quando ho avuto l’occasione di provarlo ho evitato per evitare spiacevoli figure cadendo a terra. Ma se il Segway mi dà un senso di instabilità me lo dà ancora di più questo nuovo mezzo di trasporto ecologico che risponde al nome di UNO.
Si tratta di un incrocio tra moto e Segway che pesa 54 kg, è elettrico e funziona con un sistema molto simile a quello del suo predecessore, con la differenza che ha due dispositivi rotanti, per andare avanti e per curvare.
La cosa più particolare nell’invezione di questo prototipo, presentato ad una fiera a Toronto, è che alla sua progettazione non ha lavorato un team di ingegneri ma un ragazzo che ha scaricato da internet il programma Google SketchUp, un software gratuito di progettazione 3D e poi, con l’aiuto di qualche amico meccanico, ha trasformato il suo schizzo in realtà.
Ho appena contribuito a stabilire un world record!
In occasione del rilascio della nuova versione di Firefox, e precisamente la terza, Mozilla ha lanciato l’idea del Download Day. L’obiettivo è stabilire un record mondiale per numero di download di un programma effettuato in 24 ore.
Volete far parte di questa impresa? Scaricate Firefox 3 adesso, o almeno prima delle 20.16 ora italiana.
P.S. Non utilizzate Firefox? Non sapete di cosa sto parlando? Se state visualizzando questo blog con Internet Explorer state sbagliando tutto! Firefox è un browser più veloce, più sicuro, e altamente personalizzabile (più che ai temi mi riferisco alle migliaia di extensions disponibili per aggiungere le funzionalità più adatte alle vostre esigenze).
Se state utilizzando IE scaricando Firefox non solo contribuirete a stabilire un record mondiale, ma migliorerete di gran lunga la vostra esperienza sul web..
Da una settimana sto elaborando il lutto per la morte, assolutamente imprevista, del mio fantastico smartphone Qtek 8310. Questo post è un elogio a questo piccolo gioiello tecnologico che mi ha aiutato spesso ad ammazzare la noia delle lezioni in università, permettendomi di navigare grazie alla tecnologia wifi sul suo enorme schermo TFT da 2,2 pollici. E poi Windows Mobile 5, supporto EDGE, Gprs, Wap, processore Texas Instruments da 200Mhz e.. l’espansione di memoria con la micro SD (che avevo appena comprato).
E in cambio di tutto ciò io l’ho ucciso.
Aveva un’unica, ma insopportabile, pecca: il joystick impazzito, che dopo mesi di utilizzo non rispondeva più ai miei comandi. Mi è sembrata una buona idea quella di aprire il cellulare per pulirlo dalla polvere, ma nell’ora che ho impiegato per togliere le microscopiche viti ho irrimediabilmente rovinato quel connettore arancione che vedete nella foto. Risultato? Non solo il joystick non dà più segni di vita, ma anche tutta la tastiera, visto che quel connettore era ciò che le permetteva di funzionare. Che stordita.
Ho già comprato un sostituto, sicuramente non degno, di cui posterò qualche foto non appena mi arriverà il pacco a casa. Nel frattempo uso un cellulare obsoleto e sono lontani i tempi delle mie fantastiche suonerie tipo “I’m Wilhelmina Slater I don’t get wet”:
Visto che il mio esimio prof di Storia dell’America del nord mi ha aperto gli occhi sulla vera storia che sta dietro alla Festa della donna, cercherò di aiutarlo nella sua impresa di diffusione della verità parlandone sul blog.
LA FALSA LEGGENDA
In Italia è molto diffusa una storia che fa risalire l’origine della festa ad un grave incidente avvenuto negli Stati Uniti, l’incendio dell’industria tessile Cotton. Questa storia è un falso storico accertato che fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda, ma in Italia recentemente è stata riportata come la vera origine della festa della donna dai telegiornali creando così una “leggenda”.
Secondo questa storia nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell’8 marzo, le operaie dell’industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l’8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all’interno non ebbero scampo.
Effettivamente non esiste alcun tipo di prova e documento che affermi l’esistenza di un fatto storico che confermi l’episodio delle oltre 129 donne bruciate vive in un incendio di una fabbrica dal proprietario perché le donne erano scese in sciopero.
Questa storia prende spunto da un reale fatto di cronaca, un incendio avvenuto nel 1911 (quindi dopo, e non prima della tradizionale data di nascita della festa, il 1910), a New York, nella Triangle Shirtwaist Company. Le lavoratrici non erano in sciopero, ma erano state protagoniste di una importante mobilitazione, durata quattro mesi, nel 1909. L’incendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime furono oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di fabbrica erano la maggior parte. I proprietari della fabbrica si chiamavano Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel processo penale ma persero una causa civile. Ma soprattutto l’8 Marzo non ha nulla a che fare né con lo sciopero (iniziò il 22 Novembre) né con l’incendio (avvenne il 25 Marzo).
[Thanks to Wikipedia]
LA VERA ORIGINE DELLA FESTA
La sua istituzione internazionale risale al 1910 nel corso della seconda Conferenza dell’Internazionale Socialista svoltasi a Copenaghen nella Folkets Hus (Casa del Popolo) chiamata poi “Ungdomshuset”. Qui più di 100 donne rappresentanti di 17 paesi scelsero di istituire una festa per onorare la lotta femminile per l’ottenimento dell’uguaglianza sociale.
Nel febbraio del 1913 anche le donne russe parteciparono alla loro prima festa con l’intento di dichiarare la loro posizione contro la guerra, ma si ritrovarono a manifestare il 23 febbraio 1917 (l’8 marzo del calendario giuliano) per la morte di circa 2 milioni di soldati russi morti in guerra. Le proteste continuarono per vari giorni fintanto che lo Zar fu costretto ad abdicare ed il governo dovette concedere il diritto al voto anche alle donne. Da quell’anno la festa viene celebrata in una data fissa, mentre precedentemente era festeggiata l’ultima domenica di febbraio.
In Italia, nel secondo dopoguerra,la giornata internazionale della donna fu ripresa e rilanciata dall’UDI (Unione Donne Italiane) associando nel contempo alla data dell’8 marzo l’ormai tradizionale fiore della mimosa.